Coltivazione © Giulio Pandeli 2017
Molto spesso si leggono domande sulle specie di briofite presenti nei nostri vasetti e collezioni. Occupandomi da qualche tempo della loro identificazione, penso che sarebbe carino proporre una piccola rassegna delle specie più comuni..giusto per non chiamarle semplicemente “muschi” in senso lato. Partiamo quindi con le tre entità che nella mia collezione (ma penso anche nelle vostre) si comportano da vere infestanti: Campylopus pyriformis, Aulacomnium palustre e Pohlia nutans.
Campylopus pyriformis (Schultz) Bridel
Si presenta con foglie lanceolate e flessuose, con spesso diversi propaguli apicali che si distaccano dal fusto.
Aulacomnium palustre (Hedw.) Schwaegr.
E’ facilmente riconoscibile per i caratteristici pseudopodi (prolungamenti filiformi del fusto) con i relativi propaguli. È infatti una specie che raramente si riproduce tramite spore, concentrandosi più sulla riproduzione vegetativa.
Pohlia nutans (Hedw.) Lindb.
E’ forse la specie più vistosa riscontrabile durante il periodo invernale. Produce numerosi sporofiti che si dipartono da piccole rosette all’apice dei fusti.
Polytrichum strictum Brid.
Specie di zone umide, si rinviene spesso associata a sfagno. È l’unica specie del genere Polytrichum identificabile a occhio nudo, per via del suo caratteristico tomento biancastro sui fusti.























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